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| Cristo deriso - Rouault |
Non uomo nuovo, ma uomo della novità. L’uomo nuovo è Cristo,
posso io essere Cristo e/o sostituirlo? Forse sarebbe più opportuno chiedermi
se può essere un uomo come Cristo? Se
aggiungo come esprimo una tensione,
questo significa che sono sempre in
cammino nel tentativo di esserlo, ma non di sostituirlo. Per questo posso
affermare con una certa tranquillità che sono una persona in costante ricerca e
che già la costanza stessa della ricerca sostiene la possibilità di divenire come Cristo. Del resto, san Francesco d’Assisi
è definito correttamente come alter
Christus, l’altro Cristo, ovvero colui che riconosce Cristo come Altro nella scoperta di una costante
novità. Letto impiegando questa prospettiva, dunque cristianamente ragionando,
riuscire ad incontrare Cristo come il mio Prossimo.
Nell’altro mi posso specchiare, posso vivere la spinta ad imitarlo, ma sempre senza mai creare
confusione e cadere nella sostituzione. Incontrare Cristo come prossimo approfondisce ulteriormente la
relazione e le conseguenze che da questa potrebbero nascere. Prossimo, proximus, propissimuns. Il vicinissimo, colui
che mi sta accanto o Colui a cui sto accanto. Non lo potrò mai sostituire, ma
camminare con lui e in Lui si, come lasciare che lui cammini con e in me. L’altro indica la
differenza, la prossimità la vicinanza, l’intimità relazionale. Genere prossimo
e differenza specifica, selèm e demut. Immagine e somiglianza per
riscoprire la novità della Creazione e in questa la condizione della
creaturalità. Dentro queste coordinate spirituali, il timore di Dio assume la valenza teologica che gli compete. Quindi, camminare come alter
Christus significa procedere secondo (non
in senso ordinale) Cristo e come da Lui testimoniato.
Per fare sì che la novità rivelata dall’Uomo nuovo possa
attecchire, occorre liberare l’orizzonte dalla folla di tutti coloro che credendosi come Gesù nel Tempio pretendono
che sia sufficiente guardare a loro perché non è più necessario guardare a Cristo.
La bontà della testimonianza rimane appesa all’onestà del testimone che
proclama Cristo in totale libertà e nella luce della novità evangelica. Certo è
che una condizione del genere è problematica e davanti a questo mondo è una
grazia la problematicità del Vangelo.
Senza la novità rimaniamo
dei poveri cristi.
Non si può giocare
ad essere cristiani (Kierkegaard)