venerdì 14 febbraio 2020

Come va il tempo...


Come va il tempo nel sole ruggente
sul carnasciale strangosciante e stracco
con bautte sul muso appiccicate
per malcelare smorfie di dolore?

La primavera strana di febbraio
senza pudore mente a chi d’Amore
attende che rinasca puro Agnello
sull’abominio desolato e nero.

martedì 11 febbraio 2020

Fare anima...

Fare anima, soffrire tutto il fuoco
che dentro in vampe strugge sul confine
il miraggio dei limiti dettati
da convenzioni che strozzano angoscia.

Scendo: ignorante argonauta procedo,
preso alla cerca spaurita del lògos
che avvolge ambiguo oscuro, algida luce
nell’equilibrio della comprensione.

martedì 28 gennaio 2020

In cammino


Attorno è un mondo di suoni che rompono
Il ciarliero mutismo delle genti.
Straniero vado salendo sentieri
di disperata speranza poggiando
passi  malfermi su paludi insane.

sabato 25 gennaio 2020

Memoria e verità




La storia non si dovrebbe ripetere, Ma è inutile dirlo quando l’ignoranza sta riportando alla luce spettri inquietanti. La deriva del nazionalismo religioso è un morbo virulento e atroce perché si forma con l’ibridarsi di due ceppi: la ricadute verso modelli di autoritarismo becero e populista; la dilagante ignoranza del Vangelo, della Parola di Dio in genere (ignoranza biblica) e, di conseguenza una conseguente disarmante ignoranza di Cristo.
Fare storia vuol dire rendere memoria della verità. Ogni possibile cammino di riconciliazione, da non intendersi sempre come confusione e sincretismo, deve essere progettato e costruito sulla riscoperta consapevole delle proprie origini, dunque di quello che si è, armonizzata sulla condivisione della verità qualunque essa sia, attraverso la consapevolezza del dialogo.
Senza una coraggiosa ricerca della Verità, ed una sua percezione come esperienza strutturata e strutturante, la malattia dell’ideologismo rimane sempre in agguato. Ecco perché sarebbe opportuno principiare dal mondo cristiano cattolico, viste le responsabilità storiche accumulate (e per alcune delle quali è stato chiesto scusa), riscoprire un ordo veritatis modellato sul fondamento di un ordo amoris. Non devo dimenticare mai che solo amore e verità conducono a Cristo e alla fede nel possibile.

venerdì 24 gennaio 2020

Offerta


Parole di furore, prole astrusa,
l’orgia confusa sentimenti storce,
la mano stanca rattrappita scrive
perché altro non mi riesce ora che fuori
tutto rinsecca sotto il freddo gelo.
Così, intessando versi, lego assieme
gli scampoli del vero che riesco ad essere.

giovedì 23 gennaio 2020

L'uomo della novità

Cristo deriso - Rouault

Non uomo nuovo, ma uomo della novità. L’uomo nuovo è Cristo, posso io essere Cristo e/o sostituirlo? Forse sarebbe più opportuno chiedermi se può essere un uomo come Cristo? Se aggiungo come esprimo una tensione, questo significa che sono sempre in cammino nel tentativo di esserlo, ma non di sostituirlo. Per questo posso affermare con una certa tranquillità che sono una persona in costante ricerca e che già la costanza stessa della ricerca sostiene la possibilità di divenire come Cristo. Del resto, san Francesco d’Assisi è definito correttamente come alter Christus, l’altro Cristo, ovvero colui che riconosce Cristo come Altro nella scoperta di una costante novità. Letto impiegando questa prospettiva, dunque cristianamente ragionando, riuscire ad incontrare Cristo come il mio Prossimo.
Nell’altro mi posso specchiare, posso vivere la spinta ad imitarlo, ma sempre senza mai creare confusione e cadere nella sostituzione. Incontrare Cristo come prossimo approfondisce ulteriormente la relazione e le conseguenze che da questa potrebbero nascere. Prossimo, proximus, propissimuns. Il vicinissimo, colui che mi sta accanto o Colui a cui sto accanto. Non lo potrò mai sostituire, ma camminare con lui e in Lui si, come lasciare che lui cammini con e in me. L’altro indica la differenza, la prossimità la vicinanza, l’intimità relazionale. Genere prossimo e differenza specifica, selèm e demut. Immagine e somiglianza per riscoprire la novità della Creazione e in questa la condizione della creaturalità. Dentro queste coordinate spirituali, il timore di Dio assume la valenza teologica che gli compete. Quindi, camminare come alter Christus significa procedere secondo (non in senso ordinale) Cristo e come da Lui testimoniato.

Per fare sì che la novità rivelata dall’Uomo nuovo possa attecchire, occorre liberare l’orizzonte dalla folla di tutti coloro che credendosi come Gesù nel Tempio pretendono che sia sufficiente guardare a loro perché non è più necessario guardare a Cristo. La bontà della testimonianza rimane appesa all’onestà del testimone che proclama Cristo in totale libertà e nella luce della novità evangelica. Certo è che una condizione del genere è problematica e davanti a questo mondo è una grazia la problematicità del Vangelo.

Senza la novità rimaniamo dei poveri cristi.

Non si può giocare ad essere cristiani (Kierkegaard)

mercoledì 22 gennaio 2020

...io copro i tuoi occhi di foglie...




Ferdinando Tartaglia (1916-1988)
Coprire gli occhi di foglie…Che bell’immagine! Quali sensazioni. Il verso, così come composto da Ferdinando Tartaglia risuona: io copro i tuoi occhi di foglie. Un novenario che da solo reggerebbe un’interpretazione ermetica, anche se non lo permette. Mi ha toccato e devo ammettere che sono pochi i versi degli altri poeti che mi toccano e che, dopo un’esperienza strutturata, li posso definire con una consumata definizione, dei bei versi. Non mi piace usare queste espressioni, lo ammetto, ma la lettura dell’antologia Esercizi di Verbo mi ha fatto scoprire un’autentica selva di componimenti di pregevole fattura e raffinata ricercatezza. Premetto che si tratta di una lettura alquanto particolare, forse unica nel suo genere, dato che è stata distillata da una produzione manoscritta sterminata e mai mostrata a nessuno. Infatti, il lascito letterario di Tartaglia ammonta a migliaia di fogli manoscritti sui quali l’autore tornava periodicamente a lavorare esercitandosi, per l’appunto, nella ricerca poetica così come nella riflessione. 

Quello che posso affermare è che la lettura di questi esercizi poetici mi ha posto di fronte ad un impegno straordinario, un’ascesi messa in atto per meglio lottare prima martellando le parole dentro una lingua ribollente e performante, dopo gridando al mondo l’urgenza della novità.

Una figura interessante e provocatoria quella di Ferdinando Tartaglia. La figura di un uomo dalle fede rocciosa, sommersa e d’intelletto arguto, machiavellico che, malgrado la tormentata e tormentosa vicenda personale e spirituale vissuta rimase sempre e ostinatamente cristiano e cattolico. Come ogni cristiano cattolico di razza sperimentò il fascino perverso e abissale esercitato dal peccato. Bramò come un assetato l'acqua ristoratrice del perdono. Visse la vertigine della salvezza comprendendola quando messo di fronte alla dannazione della visio mortis e alla tragica possibilità di questa.