giovedì 24 aprile 2014

Metacritica della società 1

1.Mi chiedo quale significato ha il progetto di fondare una critica della società. E ancora: quale fine o scopo? Per essere teoreticamente onesti, dovrei cominciare il mio percorso evitando qualsiasi scopo. Gli scopi, nell'ambito del pensiero, chiudono alla libertà del pensare stesso. Ogni scopo, anche il più elevato e nobile, rappresenta sempre un vincolo al quale mi devo trattenere oppure che devo rispettare.


Sono già andato troppo oltre. Solo all'interno delle prime righe che ho scritto, l’intrigo dei concetti è complesso. Dunque? Se la difficoltà del lavoro razionale mette in gioco la sacrosanta pazienza che devo porre ogni volta che mi presto alla riflessione, sarebbe meglio smettessi subito. La ratio implica una serietà alla quale l’oggi ci ha ormai disabituati. Questo è il primo vero punto

venerdì 4 aprile 2014

Alfredo Casella: Concerto per Archi (1923)





Musica che rimane purtroppo sconosciuta dentro i confini della nostra nazione e, di conseguenza, poco eseguita. un esempio di come questo paese non sappia come pagare la cultura.

sabato 29 marzo 2014

Quando mi consegno al silenzio, accade questo...

"Il puro concetto, ossia l’infinità come abisso del nulla in cui sprofonda ogni essere, deve designare il dolore infinito, dolore che esisteva in precedenza storicamente […] come quel sentimento su cui riposa la religione [cristiana] dei tempi moderni, il sentimento “Dio stesso è morto”, quello stesso sentimento che era stato espresso per così dire solo empiricamente nelle parole di Pascal: “La natura è tale da indicare dovunque un dio perduto, tanto nell’uomo che fuori dell’uomo”, puramente come momento dell’idea suprema, ma anche niente più che un momento e così dare un’esistenza filosofica a ciò che era, per esempio, o precetto morale di sacrificare l’essere empirico, o il concetto dell’astrazione formale, e dunque alla filosofia l’idea della libertà assoluta e con ciò la Passione assoluta o il Venerdì Santo speculativo che fu già storico, e ripristinare quest’ultimo in tutta la verità e durezza della sua adeità, dalla quale durezza soltanto, poiché il carattere più gioioso, più superficiale e più singolare sia delle filosofie dogmatiche che delle religioni naturali non può non scomparire, la suprema totalità in tutta la sua serietà e dal suo abissale fondo può e deve risuscitare in modo onnicomprensivo e per la più gioiosa libertà della sua figura."

Georg Wilhelm Friedrich HEGEL, Fede e Sapere [1803], Conclusione.

mercoledì 26 marzo 2014

Arcangelo Corelli. Сoncerti grossi, Op.6 No.4, in D major.





Il genio e la compostezza barocca in un ossimoro musicale.






Kazuo Fukushima: Hi-Kyo (1961)





Grande musica diretta da un grande compositore italiano purtroppo oggi quasi dimenticato. La cultura, se è quella che certi vogliono spacciare come tale, deve ritrovare una sua consona collocazione.




Mamoru Fujieda: Gyro Tango (1995) (+playlist)





Un mondo da scoprire, dove le emozioni non mancano.