venerdì 19 giugno 2015

Errori dell'Illuminismo?


Forse, l’errore più grave che molti vogliono imputare a questo complesso movimento fu quello di avere insegnato a pensare liberamente.
Certo, non tutto quanto l’Illuminismo ha prodotto e determinato è esente da critiche, ma dove il buono primeggia, perché non tornare a meditarci sopra?
Oggi è il problema della tolleranza a pesare. Siamo sopraffatti dall’intolleranza  al punto di armare schiere di ruspe per spianare tutto e tutti.
Prendo come esempio Lessing. Secondo il pensatore tedesco il valore di una persona non dipende solo ed esclusivamente dal fatto che le sue credenze siano  vere o meno, ma dall’entità degli sforzi che quella persona ha compiuto per raggiungere la verità (e non dobbiamo dimenticare l’assunto che esiste una gerarchia delle verità alla quale appellarsi).
Ecco una traccia interessante riguardo la posizione di Lessing:

‘Se Dio tenesse racchiusa nella sua mano destra ogni verità e nella sua mano sinistra, invece, stringesse soltanto la sempre desta tensione verso la verità – quand’anche questa fosse accompagnata dal corollario che io debba, perciò. Sempre e in eterno errare – e mi dicesse: “Scegli!”, allora io, con umiltà, gli afferrerei la mano sinistra esclamando: “Padre, dammi questa! La pura verità spetta comunque a te solo e soltanto!”

Siamo davanti all'errore del relativismo?
Non credo proprio. L’errore che si vuole imputare è quello del primato della coscienza e della conseguente libertà che ne viene generata. Errore per coloro che vogliono esercitare un controllo totale sulla vita degli altri. Ma leva per scalzare la superstizione del potere per chi ha imparato a mettere la ragione nelle relazioni che intrecciano quotidianità.