sabato 23 gennaio 2016

L'uomo nell'Olocene (ciò che veramente accade)

Dialogo tra un professore e la sua dirigente

Professore: Buongiorno!
Dirigente: Buongiorno!
Professore: Sono due mesi che lavoro e non ho ancora percepito uno stipendio!
Dirigente: Le hanno spiegato in segreteria che è a causa di un disguido?
Professore: In segretaria? La dirigente amministrativa mi ha detto che la mia non è una situazione a rischio di vita o di morte e che per una settimana l’accesso agli uffici di segreteria è praticamente vietato.
Dirigente: E’ vero, abbiamo dei problemi, comunque…Con il nuovo sistema SIDI i contratti vengono gestiti direttamente dal Ministero e i tempi si sono allungati. Non dipende più tutto dall’ufficio territoriale per il Tesoro. Poi c’è stato il dilemma del suo secondo nome…
Professore: E’ da quando sono nato che ho due nomi! I documenti che ho depositato in segreteria sono corretti così come il tesserino sanitario con il codice fiscale. Inoltre, sono quindici anni che lavoro in questa scuola e i pagamenti sono sempre stati regolari oltre che continuativi tra un contratto e l’altro.
Dirigente: Certo, ma con i controlli che compiono incrociando i dati anche solo una minima incoerenza è sufficiente per bloccare l’erogazione degli emolumenti…Insomma: non si preoccupi!
Professore: Non mi devo preoccupare?
Dirigente: Vedrà che percepirà il prima possibile quanto le spetta. Non perderà un centesimo.
Professore: D’accordo, ma con quale spirito un insegnante affronta il suo impegno quotidiano con gli alunni se sa che sta lavorando gratis et amore dei?
Dirigente (sorridendo sardonicamente): Si faccia qualche giorno di malattia, se la cosa le procura fastidio!
Professore (la incenerisce con lo sguardo): Guardi signora che non sono stato educato a inscenare simili puzzonate! Nella mia famiglia è sempre passata l’informazione che con il lavoro non si scherza, che abbiamo una dignità e un decoro da difendere. Se in qualche remota regione di questa nazione schifosa ci sono dipendenti statali e non che sparano certificati medici compiacenti, io non sarò mai nel loro numero.
Dirigente (accortasi della terribile gaffe): Scherzavo! L’ho detto così per dire…Vedrà che presto le saranno pagati gli stipendi arretrati, mi occuperò personalmente di sollecitare ogni azione possibile.
Professore: Si è resa conto di cosa mi ha suggerito?
Dirigente: Era solo una battuta per stemperare la situazione.

Professore: Una battuta infelice! Lo ammetta. Meno male che con il prossimo anno scolastico sarete dotati di pieni poteri. Comincio a temere per l’incolumità di tanti insegnanti onesti che ancora vivono la sfida di starsene in classe piuttosto che inseguire la chimera di meritocrazie mafiose. Arrivederci!