![]() |
| Sogere del sole al Torrion Quartara (Novara) - Foto mia |
Ogni tanto mi capita, sistemando faldoni di appunti, d'imbattermi in versi scritti tra i pensieri e le riflessioni e poi dimenticati. Quando li ritrovo, mi fermo per rileggerli. Devo ammettere che provoca uno strano effetto, quasi un'impressione di distacco e lontananza. Nella maggior parte dei casi riconsegno quei versi all'oblio delle cartelle che vado accumulando. Altre volte, poche, li riprendo per lavorarci sopra quanto basta per dare a quei versi una struttura. Oggi è andata così. Sette versi scritti probabilmente di getto, non so quando. Gli appunti sullo stesso foglio non mi hanno aiutato nella datazione. Ma questo che cosa importa quando è il sapore dell'istante a dare un senso al fare poesia?
La foto che ho scelto potrebbe non avere nessuna attinenza con il testo e i versi che decido di pubblicare. Nonostante l'apparente arbitrarietà della scelta, è l'emozione che può ispirare la contemplazione del momento ad avere un suo perché.
E dopo giorni di diluvio
quando
Ti lasci andare nelle
spire comode
Di quel malessere che ti
avvelena
Mi copro gli occhi
Signore li copro
Non per guardare ma
vedere addentro 5
E m’inquieta scrutare
l’universo
Mondo m’inquieta ogni
istante di vita.

Nessun commento:
Posta un commento