venerdì 29 aprile 2011

qualche verso sparso, sospeso nel tempo

 
Scrivo in cucina qualche verso appeso
- l’alchimia del cibo favorisce
lo staccare di rime quotidiane…
mi sento bene con le spalle al muro
seduto al posto della colazione
in dispetto al carmina non dant panem
che un certo grullo saggio ha  profetato
guasto d’invidia perché incapace
ormai di vivere il sogno…io folle
d’ubriacatura, brillo, gusto spasmi

di rivelazione, dove tu ninfa
egeria scalpicci nelle domestiche
faccende che tribolano giornate
piene
    – vorrei mai andarmene quando
sussurri la tua gioia nell’ansia
sfumata in quattro chiacchiere, nel the
                              assieme condiviso sfargugliando
                              dolci offelle nel cedevole burro
  d’un sorriso –
  eppure tutto termina
  nell’incriccante macchinario, dunque
                                  
squadro una corba di gonfie succose
arance, zuccheri glassati e forti
rappresi sul fondo di cocci rossi…
antro di Circe, lento nel mortaio
fermenta il ciceone grasso e scuro.
Una volta trangugiato il liquore
impossibile il ritorno in domestici
asili: l’esile sicuro passo
di quattro mura esplode nella vampa
che inesorabile consuma il segno.

Galliate, 25 gennaio 2010