martedì 10 marzo 2015

tristia

Un cielo di rami brulli
il cemento dell’ipocrisia
per un marzo che spinge
verso una bugiarda stagione

in ere passate la primavera
era forza d’amore
leggerezza di fanciulle

E’ tempo di versare vino
nuovo in otri vecchi
sembrano dire in troppi
poi bestemmiano allo spreco

dopo giunsero i barbari
l’amore perì nella violenza
e le fanciulle scomparvero

La terra avvampa di veleno
e ingordigia, per la fretta
ho giocato male le carte
dissipato gli ori preziosi

le fanciulle si son fatte
donne controvoglia
hanno ceduto all’amore

Fracasserò chiunque verrà
a dirmi che alla primavera
quest’anno infelice
non seguirà l’estate

le fanciulle torneranno,
forse,nel caldo accenderanno
passioni sui sassi del fiume

Gli ipocriti, senza saperlo,
scriveranno sul cemento
la censura sotto un cielo
di rami brulli di passione