martedì 21 febbraio 2012

Su poesia e vita (mai banalizzare)

Lanca del Ticino presso Cameri (No) foto massimo caccia


Qualcuno ha scritto, forse a ragione, che i versi veramente belli mai composti sono veramente pochi. Credo sia vero, data la mia eterna insoddisfazione e l'ossessione maniacale che metto nella lettura e nello studio degli altri poeti (s scrittori).
Imparare ad assaporare la musica degli altri autori è importante e vitale. Un lavoro improbo, certo (senza dimenticare che i migliori autori sono, spesso, ottimi critici), perché invita sempre a sentirsi inferiori e mai arrivati.
La poesia è una cosa seria. Una faccenda che inguaia fin nel profondo delle viscere. Sono cosciente del fatto che molti rifiuteranno in toto una simile interpretazione, ma la vita è composto terroso e viscerale (già l'aristotelico sinolo è un anelito alla nobilitazione dell'umana realtà). Un composto fatto con sangue e sputi (torniamo a rileggere gli antichi miti: Enuma elisch ed altri!).
La poesia deve essere acqua limpida da fonte torpida. Un lavoro costante e continuo di depurazione e sublimazione.