domenica 20 maggio 2012

Cosa dobbiamo (possiamo) fare?

Un forte senso di rabbia, per quello che accade. Per l'innocenza tradita da mondi ostili e che altro non fanno che distruggere la bontà profonda della vita, quella bontà che si cerca di narrare malgrado le macerie fumanti, ma che troppi rifiutano perché una bontà scomoda.

Mi ritorna una domanda di Tolstoj: cosa dobbiamo (possiamo) fare?


La voglia, oggi, è di prendere, fare le valige ed andarsene. Questa nazione puzza di morte e di complotto anche se, come ho scritto sopra, molti (troppi) rifiutano questa verità per pensare alle spiagge, al sole, al caldo del mare, alle vacanze...

Purtroppo accadde così anche per gli ebrei d'Europa, quando il mostro nazifascista stava fagocitando le coscienze: troppi attaccamenti, troppe case, il benessere, i lavori e le posizioni, i soldi (nonostante le crisi).

Quali spettri stanno minacciando ora la nostra vita?

Non siamo più liberi nemmeno di affidare i figli alle scuole...

Cosa dobbiamo (possiamo) fare?

Insegnare che la vita è un bene troppo prezioso per essere abbandonato all'inconsapevolezza, che il mondo attorno non è uno scenario fiabesco dove i problemi riguardano sempre e solo gli altri...che occorre rimboccarsi le maniche e costruire una dimensione di rapporti umani possibili.