martedì 15 maggio 2012

Fu sera e fu mattina...


Fu sera e fu mattina si può leggere
nel mito antico e nel tempo scandito
l'oceano che inghiotte e slava vite
d'ignaro palpito...poi ancora batto
il barbarico ritmo del richiamo
nel solco d'un giorno qualunque speso
in faccende di poco spessore e conto.
Che ci faccio adesso, qui, spalmato
nell'attesa che transiti il banale
che sfoghi il temporale nell'elettrico
tripudio quando il forte degl'abbracci
smorza l'ansia dell'essere all'altezza?
Questo cielo di lana delle Erinni
smunto di lacrime scritto d'inchiostro
m'invita all'adunanza dell'occaso.
Basta, m'impongo! Sono ancora poche
le rondini che venerano guglie
e campanili: devo far memoria
di come sanno trovare l'indizio
per non smarrire la strada di casa.