domenica 27 maggio 2012

La psicopesa


           Silvius Giarda da anni lavorava sul progetto relativo alla costruzione di una macchina in grado di pesare l’anima delle persone, anche se molti, convinti della sua follia, erano certi che non esistesse nulla di pesabile, negli esseri umani del loro tempo.
            - Sei un matto! -  Gli disse Marcus, l’amico di sempre, mentre sorbivano un aperitivo al Caffè degli Alchimisti (gli ultimi? Gli estinti?).
- Dunque hai studiato il mio progetto e letto la relazione?
- Fatto entrambe le cose, sì! Ma rimani un pazzo. La macchina per pesare l’anima, la pesatrice psichica.
- Psicopesa! E non si tratta affatto di uno scherzo.
- Già, come quello di parlare di anima oggi! Ma fammi il piacere. E quale utilità ne potrebbe trarre l’umanità?
- Indispensabile! Chiunque potrà verificare, in ogni momento, il suo livello di evoluzione interiore.
- Ancora pensi a questo antiquariato?
- Quanto sei gretto ed ignorante!
- Ti farai ridere dietro!
- Se e per questo…
- Questo cosa? Un insigne cattedratico della tua fama che si perde appresso una quisquilia da sacrestia. Roba da preti.
- Da confessionale.
- Cosa? Ecco che ci risiamo!
- Sei un volgarissimo miscredente!
- Sono un uomo di scienza, io e…
- E ti perdi dietro ricerche alchemiche e roba varia…
- Sono occupazioni serie, le mie! Se ti riferisci alla panzana della pietra filosofale, io non inseguo il vile metallo, ma…
- L’elisir di lunga vita!
- E con questo?
- Con questo ti chiedo cosa possa servire vivere a lungo senza prefiggersi lo scopo di far crescere in noi qualcosa.
- Ah, bella! Rimani sempre abbarbicato alla tua mania. Mi voglio mantenere giovane per poter correre dietro alle donne, se non ti dispiace.
- Ma se l’unica che hai avuto ti ha lasciato gridando ai quattro venti  che Marcus Hauser è un uomo senz’anima!
            Marcus tacque improvvisamente. Un uomo senz’anima: un animale? Niente affatto, poiché secondo Aristotele…Al diavolo! “Quanti tiramenti!” pensò tra se Marcus. “Io un uomo di profonda spiritualità! Altro che anima…poi, come disse quel tale…Ma chi era quel tale? Un certo Mullah…Boh! Sosteneva: Beato colui che ha un'anima. Beato chi non l'ha. Ma sventura e dolore per chi ne ha solo l'embrione.” E lui dunque? Lui, il grande Marcus Hauser, l’eroe delle ricerche cibernetiche, l’antesignano delle bioingegnerie, il brillante accademico che aveva dimostrato la passata esistenza di Atlantide?
            - Non hai più niente da dire? – Domandò Silvius stupito da quell’improvviso vuoto verbale. – Vuoi un altro spritz? – Aggiunse agitando il bicchiere vuoto davanti agli occhi attoniti dell’amico.
- Cosa? – Cachinnò Marcus.
- Sembri non stare bene! Non è da te dire niente.
- Quando ti metterai al lavoro?