venerdì 23 novembre 2012

I libri dei poeti

libreria - immagine dal web


Perché non si trovano i libri dei poeti?
Perché non fanno mercato, come si dice,
e nelle enormi librerie catene di smontaggio
danno bella mostra quelli dei premiati e vinti.
Se poi li cerchi, le commesse, paludate grazie,
ti guardan storto, quasi fossi cariatide e telamone,
stanco di sgobbare templi che ormai pochi
osano percorrere, perché il silenzio uccide,
se non sei avvezzo all'oracolo che berciando
spasima umane contorsioni d’infinito.

E ancora. Se qualcuno scopre che li leggi, i poeti,
fa la bocca storta quando mancano topten
e cose varie, promozioni per l’estate,
ugge modaiole, il nume del momento
e allora, già lo sai: ubi maior, minor cessat!
Sono troppo bambini, i poeti, lo capisci?
Ancora stupiscono per le burrasche interiori,
anche se l’industria stride nelle orecchie
metallo e fuoco, e gli accordi delle sensazioni
ricercano armonie vive nelle lingue morte.

E allora? Lo share non fa poesia! Impariamolo.
Questo è un mondo che ti massacra, un mondo
Tritacarne che impasta ignavi d’ogni specie
e t’insacca nel cervello quel che devi sapere,
poco, infarcendolo d’illusioni e roba varia.

Il libri dei poeti…forse paglia, carta straccia.
Per non parlar dei libri dei filosofi, quelli
che tutti citano, ma che nessuno legge
poiché postulano lo smazzarsi delle mente,
ma questa è un’altra storia. Senza offesa, gente!