lunedì 4 luglio 2011

Un ricordo (ora di supplenza)

Esterno I.C. "Calvino" Galliate (foto dell'autore)
La foto, forse, non è poi così evocativa. Comunque mi ricorda la scuola, il luogo di lavoro e lotta. La scritta? Un grido di protesta quando qualcuno tentò di rinnegare il  25 aprile 1945 come ricorrenza degna di ogni onore e celebrazione. Oggi, quella scritta è stata malamente cancellata con qualche pennellata di colore: l'urlo rimane, malgrado tutto.
I versi che faccio seguire sono stati composti un giorno, durante un'ora di supplenza in una classe non mia: tempo durante il quale ti devi arrangiare nel tentativo di tenere buoni gli alunni, se il collega o la collega assenti non ti hanno lasciato qualche consegna da svolgere.
Rileggendola, m'accorgo di quanto ancora potrei lavorare sui versi, ma l'ho anticipato aprendo questa pagina e descrivendola come raccolta di "materiali poetici".

 (un'ora di supplenza)

Sepolto nel torpore dei ricordi
non so più far memoria del passato.
Un improvviso volo rompe l’uggia
nel grigiore trapunta: mia mattina,

sospesa nella siccità nascente
d’una stanca riarsa primavera,
accendi il sopito desiderio
per una salubre rotta dal mondo.

La noia stringe l’affamato cuore,
le rondini mulinando garriscono,
vibrano le fronde al lieve spiro.

L’incanto si schiude anche nell’ora.
I ragazzi osservo dalla cattedra:
più non sono io, più non sono loro.