martedì 12 luglio 2011

Vecchi versi...

Ho ripreso alcuni vecchi versi. Non ricordo quando li scrissi. Se ne stavano raccolti in una cartelletta appilata tra le tante che mi porto appresso quando mi trasferisco in montagna. Li ho letti e riletti fino a quando sono riuscito a trovare il filo dell'ispirazione (così si dice) per lasciar nascere la poesia. La tenacia, nella ricerca dell'attimo, sembra pagare sempre.



Nebbia sottile, canto annullato
dall’inciampo del cuore nell’intervallo
di travolgenti prepotenti amori.
Nella quiete della sera s’adombrano
Gli accaniti affanni che hanno marcato
La battaglia. “M’hanno abbattuto il cavallo!”
Grido nascosto tra quinte smantellate
Di orbite vuote imploranti sotto la minaccia
Della mia spada di latta acciaccata.

Il palinsesto della mia vita si srotola veloce
Mentre avverto l’ordito dell’esistenza
Che al tatto lascia districare esigua trama:
l’inadeguatezza invita sempre a recidere
ogni rimanente bontà dell’attimo.

Malgrado questa provvisorietà, posso contare
Su null’altro che le mie  incapaci mani,
Se nel tormento rubo la gioia dell’esserci
Inerpicandomi sull’albero della vita.