mercoledì 27 giugno 2012

Notte...


Notte di sogno incubo afflosciato stanco,
fisso il rumore del cielo grumoso di caldo.
Non è il tamburo del temporale lontano,
forse il cuore che bussa il richiamo roco
nelle ombre cangianti del sonno strozzato.
Fuori, un manto d’ombra schiaccia sul vuoto
mentre io m’accorgo del doppio accovacciato
accanto al letto che scruta le mie membra
sudate. Chi sono, nello specchio rifratto,
nell’intrigo rosso di segmenti esistenziali?
L’io impoetico che si sbatte disperso
tra carte sdrucite e strappate nell’urlo
dell’oggi assemblato da mani impietose?
Oppure quel lui ingessato nell’aria da savant,
ma condannato ad insozzarsi nell’opporsi
del mondo paludoso d’attriti e contrari?
Mi ricongiungo nell’amplesso, io tu molti,
traccia di materia oscura sostanza di luce:
qualcuno, lontano, cerca con spari d’abbattere
il diverso, per questo m’accingo alla cerca
della molteplice identità del mistero sublime.