lunedì 12 marzo 2012

Così nel mio parlar voglio esser aspro...

Un esperimento poetico, certo. Un guardare al passato senza fargli troppo il verso. Poi nasce la musica da dentro in una ricerca che non conosce frontiere. Si fanno sempre interessanti scoperte, tornando alle fonti.
Un pretesto, certo, anche se, in questi giorni ho ripreso in mano le Rime dantesche nella storica edizione curata da Gianfranco Contini. Questo per cercare lumi per rischiarar le tenebre.

                              Non so di quanto come e dove scritto
nel delirio fritto di passionali lotte
spese in maniacali singolar tenzoni, sfotte
la suburra ribollente e storta in fiscali
miasmi di tradita vita. Un’ansia basita
m’impone d’appender l’arco nel trafitto
cielo: lacrime donna impietrita d’anni
e d’amore, solo al cuore, d’ora in poi,
risponderanno all’eco i dolenti suoni.