domenica 25 marzo 2012

Vita (e forse morte) di Virgilio Havock

Questa mattina. navigando a zonzo, ho incontrato un blog interessante dove, come al solito e per me, si fa poesia (tonio rasputin). Ho contattato l'autore chiedendo ragguagli su come poter acquistare il suo libro. Sarà una cosa strana, ma ho sempre fame di rime ed affini. Ci siamo scambiati i contatti e lui, dopo una visita alle mie due pagine web miei, nella mail inviatami, mi pone la domanda cruciale: "Perchè due blog?"
Quesito più che legittima. Lo devo ringraziare, anzi. E' stato sufficiente un semplice interrogativo per scatenare una serie di considerazioni. Sul subito mi sono proposto: celebrerò oggi stesso le esequie di Virgilio Havock. Sotterrerò il blog con un semplice clic e via, trasferiti i racconti pubblicati su quelle pagine che ho sempre considerato il mio blog principale. Ma...

Ma non è cosi facile come sembra, malgrado le meraviglie tecnologiche, condannare a morte un alter ego. Forse lo stesso per una donna senhal (che ho avuto da adolescente, quando, chissà per quale romantica passione, la donna amata si chiamava Eleonora e tutto quello che all'epoca scrissi, venne scritto per lei, anche se inesistente fuori dalla mia immaginazione, ma prototipo della donna perfetta e ideale).

Virgilio Havock...un nome ed un programma, dato che la maschera nasce dalla fusione di due persone reali: un wrestler folle e sanguinario, Danny Havoc, ed un compagno di classe di mio figlio alla scuola secondaria del quale taccio il nome, ma svelo le iniziali C.V.S. (nulla a che vedere con associazioni caritatevoli e varie). Due storie diverse elaborate dal medium immaginativo del mio ragazzo, impallinato per il wrestling estremo nonché evocatore delle imprese del secondo, giovane sessuofobo in erba e scatenato bullo presso i mitici "Salesiani" di Novara.

Fernando Pessoa (da Wikipedia)
Condannare Virgilio Havock all'oblio? Assieme a lui dovrei condannarne altri, se ben mi fermo a considerare. Altri che infoltiscono la schiera dei miei alter ego passati e presenti, dato che per i futuri non posso ancora dir nulla di preciso e qualcuno è già in gestazione. Sarebbe una strage! Inoltre, se ben osservo, un po mi fa paura una decisione del genere, quasi fosse il tragico progetto estremo di un suicidio (intellettuale, s'intende).

Credo che Pessoa visse analoghe tribolazioni, con la gestione della sua "sola moltitudine". Da parte mia mi accontento di una duende...mi fermo. Pochi attimi fa ho appreso della morte, a Lisbona, di Antonio Tabucchi. La mia conoscenza di Pessoa la devo a lui ed ai suoi romanzi e racconti.

Non so, ma vorrei che tutti i miei 54 lettori fissi del blog Virgilio Havock racconta trovassero "consolazione" nell'altro mio spazio web (l'infinito essere), dove smaschererò la duplicità, doppiezza, forse triplicità (triplezza?) o più, di quanto mi porto dentro.

Un saluto a Pessoa ed al suo miglior conoscitore, Antonio Tabucchi. Per lo meno loro restano e noi passiamo (rischiamo di passare!).