venerdì 20 aprile 2012

Poetica ribellione

Immagine dal Web

Le humanae litterae  sono un'occupazione che salva quando aiuta a discernere il momento per darsi alla vita attiva da quello del rifugio nell'intimità della contemplazione. Lo riaffermo. L'impegno verso la costante e continua ricerca non disgiunge filosofia e filologia, anzi: aiuta a far si che entrambe compenetrandosi ,vicendevolmente si sostengano. Nulla è fine a sè stesso. Questo vale nei confronti di quello che è l'impegno, civile, di cantare la Verità così come del pensarla.
Un'amica lettrice ha scritto commentando il mio ultimo post (Serventese primo), che è ben accolto l'anelito alla poetica ribellione. Bene! Al lavoro, dunque.

Cosa riduce in nulla l’attesa?
Calma sospesa spinge a disperare
che l’attimo trattenga il singulto
dell’essere che spasma. Io scrivo
senza pretesa e lode e infamia, cupe
parole che inghiottono amarezza
esistenziale e rabbiosa poltiglia.
Poi che accade? Improvviso  il miraggio
sbatte grigio sul viso ogni affanno
che un risucchio di passioni rimonta
in amorosa marea. Percossa
morte villana e atroce, vinta, alfine
posso appendere l’arco al cielo chiaro
di primaverile freddo riverbero.